

La cantina di William Kelley si trova nell’incantevole villaggio di Pommard, nel cuore della Borgogna. Fondata dal celebre critico enologico e vicedirettore di The Wine Advocate, William Kelley, l’azienda si dedica alla produzione di vini eccezionali che riflettono il ricco patrimonio e la qualità unica della regione.
La passione di William per il vino è nata durante il suo ruolo di presidente dell’Oxford University Wine Circle, il più antico gruppo di degustazione studentesco al mondo. Nel 2015 ha iniziato a collaborare con Decanter Magazine come corrispondente per il Nord America, mentre dal 2017 è entrato a far parte di The Wine Advocate, portando una nuova visione sulla Borgogna e lo Champagne.
Il Domaine William Kelley ha preso forma nel 2018 con la prima annata, una cuvée di 600 bottiglie di Chambolle-Musigny Les Fouchères 2018. Questo vino, frutto di una cura meticolosa, incarna l’eleganza e il carattere distintivo della cantina.
La sua passione per l’innovazione lo ha portato ad ampliare il portfolio nel 2021 con Gevrey Chambertin Aux Etelois, Bourgogne Aligoté e un raro Moulin à Vent da viti centenarie. Nel 2022 ha ulteriormente arricchito la gamma con Chambolle-Musigny Musigny 1er Cru Les Charmes e Meursault Les Narvaux, sottolineando la varietà e la profondità dei terroir borgognoni.
La cantina si trova in un edificio discreto, un tempo sede della cantina storica Domaine Mussy, chiusa nei primi anni 2010. Questo luogo nascosto permette a William di dedicarsi completamente all’arte della vinificazione, senza distrazioni.
William crede che la grandezza risieda nei dettagli: ogni fase del processo è curata con attenzione, dalle etichette applicate a mano alla delicata cera che sigilla i colli delle bottiglie. I tini di rovere su misura offrono un ambiente ideale per una fermentazione lenta e naturale, senza alcuna aggiunta.
Nei suoi vigneti, William preferisce l’uso dei cavalli ai trattori, lavorando la terra con rispetto e delicatezza. Per la diraspatura utilizza una macchina vintage degli anni ’60, famosa per pigiare l’uva senza rovinarla. Anche l’imbottigliamento segue un approccio artigianale, eseguito bottiglia per bottiglia con lo Chèvre à deux becs, uno strumento tradizionale azionato a mano che permette di mantenere intatta la qualità del vino.


