

Siamo ad Avize.
La storia del Domaine inizia nel 1947 grazie a Jacques Selosse e Gisèle Selosse. In un’epoca in cui molti vigneti mancavano di manodopera, Jacques si orientò verso la viticoltura, cogliendo le opportunità offerte da appezzamenti disponibili per l’affitto o la vendita, gettando così le basi del Domaine.
Ai suoi inizi, le uve venivano vendute alla maison Lanson e non venivano vinificate in loco. La prima vinificazione ufficiosa risale al 1959, mentre la prima vinificazione ufficiale, con bottiglie firmate Selosse, risale al 1964.
Jacques e Gisèle, grandi lavoratori, decisero di mandare il figlio Anselme Selosse a formarsi in Borgogna. Lì studiò agricoltura, biologia e viticoltura, forgiando il suo pensiero attraverso incontri, esperienze e viaggi, in particolare in Spagna, tra l’Andalusia e la Rioja, che contribuirono in modo
significativo alla sua visione.
Nel 1974, Anselme Selosse entra ufficialmente nel Domaine e, quasi da un giorno all’altro, si ritrova affidate le chiavi dell’azienda, assumendo immediatamente grandi responsabilità. Fin dall’inizio, sceglie di non seguire alcun modello, ma di fare delle differenze una vera forza.
La sua filosofia si oppone a ogni forma di standardizzazione: per lui, il viticoltore deve essere prima di tutto un custode del territorio. Un concetto che illustra bene questo approccio è il termine giapponese wabi-sabi, il fascino dell’imperfezione. Un vino deve essere memorabile per la sua
unicità, e non per la sua conformità.
Il suo approccio poggia su una sensibilità che consiste nell’accompagnare il vino, aiutandolo a diventare ciò che può essere, senza costrizioni o correzioni forzate. Non si tratta di intervenire, ma di ascoltare, di capire e di lasciare che la natura si esprima.
Da Selosse, l’essenziale non è mai stata la tecnica, ma l’etica: osservare la natura, rispettarla e accompagnarla. Il ruolo del viticoltore è guidare, non imporre.
È da qui che nasce il profondo legame con la gastronomia.
Come nella grande cucina, la chiave di lettura anche qui è il gusto: la sua percezione, la sua origine, la sua evoluzione. Un gusto che nasce dal rispetto per la materia prima, dalla capacità di coglierla nel momento ideale, a piena maturità, e di accompagnarla senza snaturarla, affinché possa esprimersi appieno.
Tutto poggia sull’equilibrio, sulla sensibilità e sul rispetto, in un legame autentico e profondo con ciò che la natura offre.
Ed è in questo stesso spirito che si iscrive il pensiero di Anselme Selosse: “degustare non è guardare di cosa è fatto il vino, non è cercarne la composizione, ma avere uno sguardo olistico, sapere chi è, e passare dall’analisi degli stimoli, delle sensazioni. Lasciarsi andare verso i sentimenti, come una poesia.”
Nel 2011, il figlio di Anselme e Corinne, Guillaume Selosse, entra progressivamente nel Domaine.
Cresciuto tra i profumi e i colori delle vigne di Avize, acquisisce un’esperienza all’estero, prima di tornare a tracciare il proprio cammino all’interno dell’azienda di famiglia. Inizia scoprendo ogni aspetto del mestiere, mentre Anselme gli concede progressivamente maggiori responsabilità.
Intorno al 2020, Guillaume assume di fatto la direzione del Domaine, mantenendo un dialogo costante con il padre.
I vini del Domaine Selosse sono vini di carattere, profondamente segnati dalla loro personalità. Non nascono da ricette, ma da riflessioni: nessun gesto tecnico, sono l’espressione di una visione intima del legame tra uomo, natura e tempo.
Sono vini intensi, di una profondità notevole, che traducono una scelta precisa: quella di vendemmiare uve perfettamente mature ed espressive.
La natura è al centro di tutto, e la personalità del vino diventa così una forma di rivelazione: una traduzione liquida del terroir, del tempo e dello sguardo di colui che lo accompagna.
Oggi, questa sensibilità continua attraverso Guillaume e sua moglie Caroline, che perpetuano questo percorso nel rispetto dell’eredità familiare, affermando al contempo la propria lettura dei luoghi e del tempo.